Prospettiva di una città dinamica

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venerdì 19 giugno 2026

Prospettiva di una città dinamica

 

Murat 1 Dinamica
Una città, nella svolta "palazzinara" degli anni '60 del XX secolo, può sembrare pesante, fissa ed immobile.

Invece si può reinventare spostando la prospettiva di ripresa.

Semplicemente inclinare i blocchi di cemento può dare l'idea di una città in movimento e, non a caso, spesso nelle pubblicità si fa questa scelta per rendere un prodotto, un bene, in movimento, più dinamico.

Si può anche rappresentare così la corsa al frenetico sviluppo economico negli anni '50 e '60. Però vi mostrerò come anche costruzioni antecedenti, ma non troppo, posso mostrarsi più dinamiche in questa prospettiva.

Però questa sensazione è dovuta anche al contesto di paesaggio urbano in cui sussistono le costruzioni, alla sua evoluzione. Così, ciò che era una volta dinamismo diviene quasi sinistro cambiando la collocazione degli edifici nei nuovi quartieri e la concezione urbanistica.

Inizio proprio contrapponendo due riprese dello stesso "blocco di cemento", la prima con ripresa classica, con il palazzo che sembra conficcarsi nel terreno pesante e l'altra che mostra come il "blocco di cemento" sembra muoversi in modo dinamico.


Murat 1 Fissa.


Murat 1 Dinamica.

Proseguo con un luogo simbolo della vita e dell'economia barese, il caffè Saicaf . Il nuovo edificio del 1958 è andato a sostituire il Gran Caffè Savoia, del 1932 coevo dell'azienda di torrefazione Saicaf e di proprietà della stessa famiglia Cipparoli, di cui si ricorda la terrazza, l'edificio era di un sol piano, in cui si svolgevano serate danzanti ed anche proiezioni cinematografiche all'aperto.

L'edificio del 1958 fu uno dei primi grattacieli baresi ed ha segnato profondamento il paesaggio urbano.

È un luogo simbolo che ha fortemente caratterizzato la vita cittadina borghese.

 

Murat 2 Grattacielo Gran Caffè Saicaf.

Proseguo con alcune costruzioni del murattiano nello stile architettonico tipico del paesaggio urbano.

Murat 3

Murat 4

Murat 5

Murat 6

Anche edifici precedenti la svolta del dopoguerra possono mostrare un dinamismo inatteso.


Murat 7 La scelta prospettica movimenta l'ecclettismo.

In epoca recente Bari si allontanata dall'ordinata concezione murattiana, il verde (privato) circonda i palazzi dello sviluppo urbano, mentre prima il verde era custodito negli spazi interni fra i palazzi (storico quello in cui sono vissuto io al Libertà).

In questa visione l'inclinazione prospettica viene a perdere la caratteristica dinamica ma si avvicina a quella sinistra di un naufragio. Quartiere San Pasquale.

San Pasquale 1

San Pasquale 2




martedì 15 aprile 2025

Come promesso, ritorno a San Pasquale.


 Se il precedente post ha messo in evidenza le parti quasi in contraddizione fra loro della parte più vicina al centro città del quartiere, qui evidenzierò contrasti ancora più evidenti della parte più a sud.

La copertina ritrae la chiesetta rurale che ha dato il nome al quartiere, testimonianza di una urbanizzazione nata intorno a residenze di campagna storiche e la storia più antica di Bari, che dimostrerò assai colpevolmente dimenticata.

L'invasione dell'antico tessuto rurale è evidente.
Qui su Via della Costituente.






Poi si può proseguire per via Alberotanza, dove i resti bucolici si alternano a degrado e strutture militari grigie.






E veniamo ai "fattacci".
Tornando su via Fanelli si incontrano vecchie nobili dimore in degrado e qualcosa che descriverò subito.

Ora vi invito ad osservare bene questo cancello in degrado, perché dietro c'è una perla di storia trattata con assoluta noncuranza.

Si tratta di un menhir del neolitico, perché qui ci sono gli insediamenti più antichi del territorio di Bari favoriti dall'acqua presente nelle lame.
Ora la vista è occlusa da orribili lamierati.

Tornando si ritrovano i segni di un passato signorile, elegante ed immerso nella natura.
Iniziando dalla chiesetta di San Pasquale fatta erigere dall'Arcivescovo Vaccaro e che dà il nome al quartiere.
Purtroppo pochissimi la conoscono.






Ritorniamo alle contraddizioni date dall'adiacenza della modernità.







Si ritorna al grigio delle caserme e degli opifici.



Tralascio l'irriconoscibile villaggio armeno per giungere dapprima a parti popolari ma con iconografia significativa e poi proseguire dove di nuovo ci sono resti di residenze e parti significative delle aree verdi che hanno resistito, in contrasto con edifici ultra moderni.









Forse è didascalico il fungo presente nel Politecnico, perché in questo le differenze sono nate come funghi.

Si conclude qui la passeggiata fra epoche e luoghi tanto diversi ma assiepati.