Siamo sempre presi dagli sguardi dall'alto, panoramici sulle città.
Siamo guidati a vedere spesso mondi preconfezionati, non liberi di cercare intorno forme che svelano un mondo diverso, forme che possono dire molto.
Inviterei guardare dal basso verso l'alto, cercare di scoprire quello che di solito non riusciamo a vedere con attenzioni presi da quanto c'è nelle immediate vicinanze, presi dai ritmi frenetici.
Fare un po' come il gabbiano in copertina sceso al suolo per avere un punto di vista diverso.
Come al solito preferirò il Bianco e Nero.
Inizierei da largo Goldoni, tralasciando un attimo l'interesse esclusivo per le vetrine e guardare in alto le opere d'arte visibili, magari avvicinare la vista dei particolari zoomando.
Passiamo a guardare verso l'alto il Teatro Marcello, il Portico d'Ottavia ed il ghetto con segni della memoria.
Ed ora verso Campo de' Fiori e Piazza di Spagna sempre con gli occhi in alto.
Ora uno sguardo diverso alle botteghe, iniziando da una che alla mia vista sembra essere testimonianza delle botteghe di Roma nella filmografia fino agli anni '60 del secolo scorso.
Guardare le vetrine in modo diverso.
Insegne e botteghe viste per quel che sono, non solo per la merce che è spesso la stessa in tutto il mondo.
Sicuri di non perdere niente quando giriamo distratti per arrivare in luoghi indicati?
Cammini inciampando fra le pietre della storia.
Emozioni interni.
Concludo con un po' di cartoline, quelle immagini che invitano a visitare luoghi magnifici.
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